Barletta

Barletta

Dista da Bisceglie circa 37Km raggiungibile in 35min.

Le ipotesi sulla genesi del primo nucleo dell'attuale castello ne attestano le origini tra il 1046 e il 1050 ad opera dei Normanni e si basano sulla consuetudine, tipica di questo popolo, di fortificare le terre prossime a quelle da conquistare munendole di torri, in vista della successiva occupazione del territorio vicino.

Per tale motivo il conte Pietro il Normanno in vista di un successivo attacco alla città di Trani, tenuta strenuamente fino al 1054, sotto il dominio bizantino, si impadronì delle terre indifese di Barletta, erigendo una fortezza a scopo difensivo nella zona sud-est dell'odierno edificio. In quegli stessi anni fece edificare la prima cinta muraria, all'interno della quale l'abitato era diviso nei due nuclei di Santa Maria, nei pressi del castello e dell'antica chiesa madre, e di San Giacomo, ad occidente intorno alla chiesa omonima. Il passaggio di consegne tra il conte normanno e suo figlio Pietro II, avvenuto nel 1067, e le conseguenti guerre di successione al potere che coinvolsero gli Altavilla di Sicilia, resero la Puglia un aperto campo di guerra e condussero il territorio barlettano sotto il potere di Guglielmo I di Sicilia che successe a suo padre nel 1154, essendo morti i suoi fratelli maggiori. In seguito alla distruzione di Bari e alla nomina di Barletta a capoluogo territoriale, Guglielmo, detto il Malo, tra il 1156 e il 1162, ampliò l'edificato del castello, costruendo altre due torri, collegate tra loro da una semplice muraglia, a cui in seguito ne fu aggiunta una quarta sul lato sud-ovest, costituendo in tal modo una rocca ad impianto pseudo-trapezoidale. Nel 1172 Guglielmo II detto il Buono, figlio di Guglielmo I, di ritorno da Taranto e diretto in pellegrinaggio verso il santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, soggiornò nel castello di Barletta facendo cospicue donazioni in favore del clero barlettano.
Del periodo normanno, che si concluse con la morte di Tancredi, cugino di Guglielmo II, nel 1194, del castello è rimasta solo la torre a sud-est, mozzata in altezza ed inglobata durante gli interventi cinquecenteschi nella cortina meridionale della struttura spagnola. Il profondo restauro del castello avvenuto negli anni ottanta, vista l'inaccessibilità diretta della torre, ne ha permesso la visibilità interna mediante il recupero di una bucatura a piano terra protetta da una grata metallica.